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Olbia: terzo polo economico, ultimo in mobilità pubblica

ASPO — 6.960 celle a 250 m confermano l'emergenza trasporti nella capitale della Gallura

L
LIMEN Sardegna
LIMEN Sardegna

Legenda

0 — Nessun servizio
1a — Molto basso
1b — Basso
2 — Basso-medio
3 — Medio
4 — Buono
5 — Molto buona
6a — Eccellente
6b — Eccellente+

Olbia: terzo polo economico, ultimo in mobilità pubblica

L'aeroporto c'è, i bus no

Olbia è la porta della Sardegna turistica. Aeroporto Costa Smeralda, porto per i traghetti dal continente, accesso alla Costa Smeralda. Milioni di visitatori ogni anno, miliardi di euro di indotto. Ma chi atterra a Olbia senza un'auto a noleggio si trova davanti una realtà che contraddice qualsiasi immagine di destinazione turistica moderna.

6.960
Celle analizzate (250 m)
1,11
AI medio
88,08
AI massimo
73,9%
Zero accessibilità
Olbia — indicatori PTAL area urbana

Con un AI medio di 1,11 — il più basso tra tutti i capoluoghi sardi — Olbia ha un trasporto pubblico che non solo è insufficiente: è strutturalmente assente per la quasi totalità del territorio. Chi non ha un'auto, qui, è fermo.

La mappa del vuoto

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Figura 1.Mappa PTAL Olbia — griglia 250 m. Il rosso domina: servizio concentrato in un nucleo minimo, assente nel resto dell'area

La mappa PTAL è quasi interamente rossa. Il nucleo verde è talmente piccolo da sembrare un errore grafico. Su 6.960 celle analizzate, 5.144 (il 73,9%) hanno accessibilità zero — un dato in linea con Cagliari (73,3%), ma con una differenza cruciale: dove c'è servizio, la qualità è drammaticamente inferiore.

L'AI massimo di 88,08 è il più basso tra le quattro città: la metà di Cagliari (176,17), poco più della metà di Sassari (156,96). Anche il punto meglio servito di Olbia avrebbe un punteggio mediocre in qualsiasi altra città sarda.

I numeri della crisi

Grado PTALCellePercentualeAccessibilità
05.14473,9%Nessun servizio
1a1.30618,8%Molto bassa
1b2473,5%Bassa
2911,3%Medio-bassa
3490,7%Media
4370,5%Buona
5240,3%Molto buona
6a260,4%Eccellente
6b360,5%Eccellente+
Tabella 1.Distribuzione PTAL per grado — Olbia area urbana

La distribuzione PTAL di Olbia mostra una compressione verso il basso estrema:

  • Grado 0 (73,9%) — il dato base, in linea con la media regionale urbana
  • Grado 1a (18,8%) — quasi un quinto del territorio ha servizio minimo. Questo numero è comparabile a Sassari, ma la qualità dentro la fascia è peggiore
  • Grado ≥ 4 (1,8%) — il dato critico. Solo 123 celle su quasi 7.000 raggiungono un livello "buono" di accessibilità. A Cagliari sono 847, a Sassari 332, a Nuoro 136

Il 0,9% eccellente (62 celle in grado 6a + 6b) corrisponde al nucleo intorno al Corso Umberto I e alla zona portuale. Tutto il resto della città — compresi l'area industriale, i quartieri residenziali e ovviamente l'aeroporto — è sotto il grado 2.

ASPOla rete più debole dell'isola

389
Fermate attive
14
Linee urbane
1,99/h
Frequenza media
3,6/h
Frequenza massima
ASPO — operatore urbano di Olbia

ASPO gestisce il servizio urbano di Olbia con 14 linee e 389 fermate. Per confronto:

  • CTM Cagliari: 43 linee, 949 fermate, freq. media 7,79/h
  • ATP Sassari: 37 linee, 842 fermate, freq. media 2,72/h
  • ATP Nuoro: 18 linee, 292 fermate, freq. media 2,47/h
  • ASPO Olbia: 14 linee, 389 fermate, freq. media 1,99/h

ASPO ha la frequenza media più bassa e il numero di linee più basso. La frequenza massima — 3,6 corse/ora sulla linea di punta — è inferiore alla media di ATP Sassari (2,72/h) e molto sotto la media CTM (7,79/h).

In pratica: anche la migliore linea ASPO offre un bus ogni 17 minuti. La linea media offre un bus ogni 30 minuti. Per un residente, consultare l'orario è obbligatorio; per un turista, il servizio è inusabile.

Il divario con le altre città

IndicatoreOlbiaMedia altre 3Rapporto
AI medio1,113,172,9× peggiore
AI massimo88,08144,231,6× peggiore
PTAL ≥ 41,8%5,6%3,1× peggiore
Eccellente0,9%3,8%4,2× peggiore
Freq. media1,99/h4,33/h2,2× peggiore
Freq. massima3,6/h9,0/h2,5× peggiore
Tabella 2.Olbia vs altre città sarde — il divario su tutti gli indicatori

Ogni indicatore racconta la stessa storia: Olbia è sistematicamente ultima, e non di poco. L'AI medio è 2,9 volte inferiore alla media delle altre tre città. La percentuale di territorio con buona accessibilità è 3,1 volte peggiore. La frequenza massima è 2,5 volte inferiore.

Il divario più significativo è sul grado "Eccellente": Olbia ha lo 0,9% vs una media del 3,8% nelle altre città. Questo significa che Olbia non ha nemmeno un nucleo forte — non solo la periferia è scoperta, ma anche il "centro" ha un livello di servizio che altrove sarebbe considerato periferia.

Il paradosso turistico

~3M
Passeggeri aeroporto/anno
~2M
Passeggeri porto/anno
14
Linee bus totali
0
Linee bus per aeroporto
Il paradosso turistico — flussi vs infrastruttura di mobilità

I numeri del paradosso sono impressionanti:

  • L'aeroporto Costa Smeralda serve circa 3 milioni di passeggeri l'anno
  • Il porto gestisce circa 2 milioni di passeggeri
  • Ma la città ha solo 14 linee bus, nessuna delle quali serve direttamente l'aeroporto in modo strutturato

Un turista che atterra a Olbia e non ha prenotato un'auto a noleggio è bloccato. Provate a cercare un bus per il centro appena usciti dall'aeroporto: l'esperienza parla da sola. Non esiste un servizio affidabile e frequente che colleghi l'aeroporto al centro, al porto o alla costa. Questo non è solo un problema di mobilità: è un freno al turismo sostenibile e una fonte di congestione.

Il paradosso si amplifica d'estate: nei mesi di punta (giugno-settembre), i flussi turistici raddoppiano o triplicano, ma l'offerta di trasporto pubblico resta sostanzialmente la stessa. Il risultato è una dipendenza quasi totale dall'auto a noleggio, con conseguenze sulla congestione, sulle emissioni e sulla qualità dell'esperienza turistica.

Perché Olbia è così indietro?

Tre fattori strutturali contribuiscono:

1. Espansione urbana dispersa. Olbia si è sviluppata seguendo un modello suburbano: villette, zone industriali separate, quartieri residenziali distanti. Questo modello urbanistico genera domanda di mobilità che il bus a linea fissa non può servire efficientemente.

2. Economia auto-centrica. La Costa Smeralda e la Gallura sono state progettate intorno all'auto — strade panoramiche, resort raggiungibili solo su gomma, centri commerciali fuori città. Il trasporto pubblico non è mai stato parte del modello economico, e oggi il territorio ne porta le conseguenze.

3. Dimensione dell'operatore. ASPO è il più piccolo tra gli operatori urbani sardi. Con solo 14 linee, non ha la massa critica per creare una rete — ha un insieme di singole linee che non si integrano tra loro.

Il peso demograficoun capolinea turistico senza rete

Olbia fa parte della provincia di Sassari (post-riforma 2016), ma il suo caso è unico. Con circa 60.000 residenti permanenti ma milioni di transiti turistici annui, il gap tra domanda e offerta di trasporto pubblico è il più estremo dell'isola.

L'analisi ponderata per popolazione della provincia di Sassari mostra che la gestione ASPO è la più debole tra tutti gli operatori urbani. Il tasso di motorizzazione della Gallura è tra i più alti della regione, alimentato non solo dalla carenza di bus ma anche dal modello urbanistico disperso.

Le emissioni di CO₂ della provincia di Sassari — 729.000 tonnellate/anno solo dalle autovetture — includono il contributo significativo del traffico turistico estivo. Un collegamento aeroporto-centro-porto ad alta frequenza non è solo un servizio ai turisti: è un intervento ambientale. Approfondimento: Emissioni auto in Sardegna.

Dove intervenire

Urgenza 1 — Collegamento aeroporto-centro-porto: una linea dedicata ad alta frequenza (ogni 10-15 minuti) che colleghi i tre hub. Questo è il singolo intervento con il massimo impatto su turisti, residenti e immagine della città. Costo basso, ritorno alto.

Urgenza 2 — Rete minima a frequenza: selezionare 4–5 linee strutturali e garantire 6 corse/ora in ora di punta. Meglio 5 linee frequenti che 14 linee dove il bus passa ogni 30 minuti.

Medio termine — Servizi estivi potenziati: implementare linee stagionali (giugno-settembre) con frequenze raddoppiate e percorsi verso le spiagge e i centri turistici. Il finanziamento potrebbe venire dalla tassa di soggiorno, creando un circolo virtuoso turismo-trasporto.

Lungo termine — Ripensare il modello: Olbia ha bisogno di un piano della mobilità che integri trasporto pubblico, piste ciclabili e pedonalizzazione del centro. Il modello attuale — tutto auto — non è sostenibile con la crescita demografica e i flussi turistici.

Nota metodologica

Analisi PTAL (TfL) su griglia 250 m, 6.960 celle. Operatori: ASPO (urbano), ARST (regionale), operatori privati (Sardabus ecc.). Dati GTFS: dicembre 2025 – gennaio 2026. Ore di punta: 7:00–9:00.