Legenda
Quanto è accessibile il trasporto pubblico in Sardegna?
Un'isola, due velocità
C'è una Sardegna che si muove — e una che resta ferma.
Da una parte Cagliari, dove un autobus passa sotto casa ogni pochi minuti. Dall'altra, il 93,7% dell'isola dove il trasporto pubblico semplicemente non esiste. Non "è scarso" o "è lento": non c'è. Zero fermate raggiungibili a piedi, zero corse nell'ora di punta.
Ma quel 93,7% non racconta tutta la storia. Gran parte di quel territorio è montagna, campagna e macchia dove nessuno abita. L'analisi incrociata con i dati ISTAT di popolazione rivela che il 99,8% dei sardi (1.567.733 su 1.570.453) vive in comuni con almeno una fermata. Solo 2 comuni su 377 — Burcei e Monteleone Rocca Doria — non hanno alcun servizio.
Il problema reale non è l'assenza di fermate, ma la qualità del servizio: il 53,5% della popolazione vive in comuni con servizio minimo (meno di 2 corse/ora in media per fermata). Solo il 13,2% dei sardi — concentrato nell'area metropolitana di Cagliari — beneficia di un trasporto pubblico con frequenza ragionevole.
Abbiamo mappato questa realtà fermata per fermata, analizzando tutti e 7 gli operatori attivi in Sardegna — dai bus urbani CTM ai treni Trenitalia, passando per 47 compagnie private — per un totale di 7.263 fermate con servizio attivo. Il risultato? Una fotografia impietosa della mobilità sarda, ma anche una mappa per sapere dove intervenire.
Come si misura l'accessibilità?
Non basta contare le fermate: una fermata con un bus ogni 2 ore non è la stessa cosa di una con 8 corse all'ora. Per questo abbiamo usato il PTAL (Public Transport Accessibility Level), la stessa metodologia che Transport for London usa per pianificare la rete di Londra.
Il PTAL calcola un Indice di Accessibilità (AI) per ogni punto del territorio, considerando:
- quante fermate hai nel raggio di una camminata (640m per il bus, 960m per treno e tram)
- quanto spesso passano le corse nell'ora di punta
- quanto è affidabile il mezzo (il bus è meno puntuale del treno)
Il risultato è un numero: AI = 0 significa nessun servizio, AI > 25 significa accessibilità eccellente. Più è alto, meno hai bisogno dell'auto.
| AI | Grado | Accessibilità |
|---|---|---|
| 0 | 0 | Nessun servizio |
| 0,01–2,50 | 1a | Molto bassa |
| 2,51–5,00 | 1b | Bassa |
| 5,01–10,00 | 2 | Medio-bassa |
| 10,01–15,00 | 3 | Media |
| 15,01–20,00 | 4 | Buona |
| 20,01–25,00 | 5 | Molto buona |
| 25,01–40,00 | 6a | Eccellente |
| > 40 | 6b | Eccellente+ |
Il quadro regionaleun deserto di mobilità
La mappa parla da sé. Due macchie verdi — Cagliari a sud, Sassari a nord — immerse in un mare rosso. In mezzo, qualche timido nucleo a Nuoro, Oristano e Carbonia.
I numeri confermano l'impatto visivo:
- 37.826 celle su 40.379 (il 93,7%) hanno accessibilità zero
- L'AI medio regionale è 0,21 — in pratica, nulla
- Solo 63 celle (lo 0,2%) raggiungono il grado "Eccellente"
- Il picco massimo (AI 145,44) si trova nel centro di Cagliari
La mediana è zero. In pratica, se scegli un punto a caso in Sardegna, è più probabile che non abbia alcun servizio di trasporto pubblico piuttosto che ne abbia uno qualsiasi.
Cagliarila migliore dell'isola (ma non basta)
Cagliari è il punto più luminoso della Sardegna in termini di mobilità pubblica. Con 949 fermate attive nelle ore di punta e una frequenza media di 7,79 corse/ora, il capoluogo regionale raggiunge un AI medio di 4,00 — il più alto dell'isola.
Cosa funziona:
- Il centro storico (Marina, Stampace, Castello) ha copertura eccellente
- Via Roma e il waterfront sono un hub di interscambio naturale
- La Metrocagliari rafforza i corridoi nord-ovest
- Il 7,1% del territorio urbano raggiunge PTAL ≥ 4 (Grade "Buono")
Cosa non funziona:
- Le periferie perdono accessibilità rapidamente
- L'hinterland (Capoterra, Sinnai) dipende quasi esclusivamente da ARST con poche corse
- Un AI medio di 4,00 è comunque Grade 1b nella scala TfL — "Basso" per gli standard londinesi
Il confronto con Londra è utile per capire la scala del problema: un quartiere londinese con AI 4,00 sarebbe considerato scarsamente servito. A Cagliari è il punto più alto dell'intera regione.
Le altre cittàuna gerarchia inaspettata
| Città | Fermate | Freq. media | AI medio | AI max | PTAL ≥ 4 |
|---|---|---|---|---|---|
| Cagliari | 949 | 7,79/h | 4,00 | 176,17 | 7,1% |
| Sassari | 842 | 2,72/h | 3,15 | 156,96 | 4,8% |
| Nuoro | 292 | 2,47/h | 2,37 | 99,56 | 5,0% |
| Olbia | 389 | 1,99/h | 1,11 | 88,08 | 1,8% |
La sorpresa è Nuoro. Con la rete più piccola (292 fermate contro le 842 di Sassari), il capoluogo barbaricino supera Sassari per percentuale di territorio ben servito: 5,0% contro 4,8%. Il motivo? La concentrazione delle fermate in un nucleo urbano compatto. Meno è disperso il servizio, più è efficace.
Sassariseconda ma distante
Sassari presenta un AI medio di 3,15, con un picco di 156,96 nel centro storico. La rete è concentrata nell'area sud-orientale della città, con la Metrosassari che contribuisce a rafforzare il nucleo urbano. La transizione verso punteggi bassi è però rapida: fuori dal centro, l'accessibilità crolla.
Nuoropiccola ma efficiente
Con 292 fermate attive e un AI medio di 2,37, Nuoro dimostra che una rete piccola ma concentrata può essere più efficace di una grande e dispersa. Il 5,0% del territorio raggiunge PTAL ≥ 4, superando Sassari (4,8%) nonostante un terzo delle fermate.
Olbiaemergenza mobilità
Olbia è il caso più critico tra i capoluoghi. Con un AI medio di appena 1,11 e solo l'1,8% delle celle con buona accessibilità, la terza città della Sardegna per rilevanza economica ha una rete di trasporto pubblico inadeguata.
È la città dell'aeroporto Costa Smeralda, del porto che collega la Sardegna al continente, del turismo che genera miliardi. Eppure, chi non ha un'auto è sostanzialmente tagliato fuori. Un paradosso per una città che ospita milioni di visitatori ogni anno.
La rete regionale ARSTtanta copertura, poca frequenza
ARST è la spina dorsale del trasporto pubblico sardo: 3.256 fermate sparse su tutta l'isola. Ma la frequenza media è di appena 1,74 corse/ora nelle ore di punta. In pratica, un autobus ogni 35 minuti — quando va bene.
Il 93,8% delle fermate ARST ha meno di 5 corse all'ora. Anche le fermate metropolitane nelle aree urbane (Metrocagliari e Metrosassari, gestite da ARST) operano tra 2 e 6 corse/ora — molto sotto gli standard internazionali per un sistema di trasporto rapido di massa.
Il ruolo di ARST è strutturalmente diverso da quello degli operatori urbani: non serve a muoversi dentro una città, ma a connettere i centri abitati tra loro. Il problema è che con queste frequenze, il servizio non è competitivo con l'auto per la maggior parte degli spostamenti.
Cosa significano questi numeri?
Il dato territoriale vs. il dato demografico
Il 93,7% del territorio senza copertura sembra catastrofico — e lo è, in termini di estensione. Ma la Sardegna è un'isola dove il 65% della popolazione vive lungo la costa e nei centri urbani principali. L'analisi ponderata per popolazione rivela una realtà più sfumata:
| Livello di servizio | Comuni | Popolazione | % |
|---|---|---|---|
| Nessun servizio (0 fermate) | 2 | 2.720 | 0,2% |
| Minimo (<2 corse/ora) | 321 | 839.807 | 53,5% |
| Base (2–5 corse/ora) | 48 | 521.193 | 33,2% |
| Buono (>5 corse/ora) | 6 | 206.733 | 13,2% |
Il 53,7% della popolazione (842.527 persone) vive con servizio nullo o minimo. Nuoro guida la classifica provinciale della dipendenza: 782 auto ogni 1.000 abitanti — 88 punti sopra la media nazionale. Non è un caso.
Per chi vive nelle aree interne
Il 93,7% del territorio senza copertura non è solo una statistica. Significa che centinaia di migliaia di persone — anziani, giovani senza patente, famiglie con un solo reddito — dipendono dall'auto privata per qualsiasi spostamento. Chi non guida, non si muove. È una frase dura, ma i dati la confermano.
Questo alimenta un circolo vizioso documentato da ISFORT (2020): meno passeggeri → meno corse → meno passeggeri → emigrazione verso la costa. La Sardegna perde circa 7.700 abitanti all'anno, e le aree interne pagano il prezzo più alto. Non è solo una questione di trasporti: è una questione di futuro.
Per le città
Anche Cagliari, la "migliore" dell'isola, ha un AI medio che a Londra sarebbe considerato basso. Le periferie delle città sarde hanno lo stesso livello di accessibilità delle aree rurali — il che significa che l'auto è indispensabile anche dentro i centri urbani.
Per il turismo
Olbia accoglie milioni di turisti ma non offre loro un'alternativa all'auto a noleggio. Un potenziamento del trasporto pubblico ridurrebbe la congestione estiva e le emissioni, migliorando la qualità dell'esperienza turistica.
Dove intervenirele priorità
Interventi ad alto impatto, basso costo:
- Aumentare la frequenza della Metrocagliari e Metrosassari (infrastruttura già esistente, sottoutilizzata)
- Coordinare gli orari ARST con gli operatori urbani per ridurre i tempi di interscambio
- Implementare servizi a chiamata per i comuni sotto 1.000 abitanti
Interventi strutturali:
- Potenziare la rete ASPO di Olbia — collegamento aeroporto e hub turistici
- Integrazione tariffaria unica regionale tra tutti gli operatori
- Linee feeder verso le stazioni ferroviarie per valorizzare la rete Trenitalia
- Estendere le linee urbane CTM verso le periferie (Capoterra, Sinnai, Quartucciu)
Correlazionidall'isola senza bus all'isola delle auto
Questa analisi sull'offerta di trasporto pubblico è la prima faccia della medaglia. La seconda è la domanda obbligata di trasporto privato che ne consegue. La Research 2: L'Isola delle Auto completa il quadro:
- 715 auto ogni 1.000 abitanti — la Sardegna ha superato la media nazionale nel 2023 e continua a divergere
- La provincia con meno TPL ha più auto: Nuoro (782 auto/1.000) vs Cagliari (695)
- 2,4 milioni di tonnellate di CO₂/anno dalle sole autovetture sarde — stima dettagliata per provincia
- Il parco veicolare cresce (+3,9%) mentre la popolazione cala (-2,6%): un "effetto forbice" insostenibile
La correlazione è chiara: dove il trasporto pubblico è assente o inadeguato, la motorizzazione è più alta. Non per scelta, ma per necessità.
Nota metodologica
Questa analisi utilizza la metodologia PTAL (Public Transport Accessibility Level) di Transport for London, standard internazionale per la valutazione dell'accessibilità. L'Indice di Accessibilità (AI) per ogni cella è calcolato come:
dove , con = tempo di cammino, = tempo di attesa programmata, e = fattore di affidabilità modale (2,0 min per bus; 0,75 min per tram/ferrovia). Il peso vale 1,0 per la migliore linea di ciascun modo e 0,5 per le successive.
Analisi ponderata per popolazione: L'incrocio con i dati demografici utilizza i confini amministrativi ISTAT 2025 (377 comuni sardi) e la popolazione residente 2024. Le 7.263 fermate sono state assegnate ai comuni tramite spatial join (point-in-polygon). Il livello di servizio per comune è classificato in base alla frequenza media per fermata: nullo (0 fermate), minimo (<2 corse/ora), base (2–5), buono (>5).
Dati: GTFS di 7 operatori (dicembre 2025 – gennaio 2026). Ore di punta: 7:00–9:00. Griglie: 1 km regionale, 250 m urbana. Popolazione: ISTAT 2024. Confini comunali: ISTAT 2025. Analisi: Python 3.13 + GeoPandas. Mappe: QGIS 3.44 + Leaflet.
Dati Aperti
I dati completi di questa analisi sono disponibili in formato GeoJSON per il riutilizzo:
- Griglia PTAL regionale (40.379 celle, 1 km)
- Griglie PTAL urbane: Cagliari, Sassari, Nuoro, Olbia (250 m)
- Tutte le fermate con frequenza (7.263)
Licenza: CC BY 4.0 — LIMEN Sardegna